La
Villa di Vescovana, sorta sui resti dell’antica torre medievale, manifesta
nell’imponenza e nella bellezza della facciata e degli interni, il potere,
il prestigio e la ricchezza della famiglia. In coerenza con l’orientamento
del governo veneto, i Pisani avviarono una vasta opera di bonifica e di
riorganizzazione di questo territorio d’acqua, soggetto alle piene rovinose
dell’Adige e del Gorzone.
La portata di tale intervento è documentata dalla grandissima carta (copia
del 1663 di un originale del 1558) del Retratto (bonifica) del Gorzone,
conservata nel Museo Etnografico di Stanghella, su cui è leggibile un edificio
di grandi dimensioni con la didascalia “la corte lera del reverendissimo
Cardinal Pisani” che comprende la mappa della Villa.
Si presenta con un corpo centrale allungato dalle barchesse porticate, dalla
colombara e dalla scuderia.
L’insigne committente la volle grande e splendidamente affrescata, nella
tradizione dei Pisani, cultori di arte e bellezza. Nella facciata nord una
bassa gradinata fiancheggiata da statue conduce all’interno, mentre la facciata
sud ha subito un’importante modificazione nell’800. Il grande scalone retto
da colonne a balaustra è stato eliminato nel corso della ristrutturazione
del giardino, per fare posto ad un ampio terrazzo belvedere del piano nobile,
voluto per ammirare dall’alto il giardino, così come desiderava l’autrice,
Evelina Van Millingen Pisani, che l’aveva disegnato con questo intento.
Una splendida pergola di vite ombreggia l’assolata facciata, delimita lo
spazio antistante la villa e conduce al giardino separato dalle antiche
balaustre. |
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